Il successo clamoroso delle trasposizioni di videogiochi come The Last of Us su HBO e Fallout su Prime Video ha confermato che il passaggio dal joystick allo schermo attira un vasto pubblico. Queste trasposizioni si basano su diverse forze ormai ben identificate:
- Un universo ricco e immersivo, favorevole a una narrazione estesa.
- Personaggi complessi, i cui dilemmi umani sono esplorati in profondità.
- Una struttura che permette di integrare missioni secondarie come episodi autonomi.
- Un’identità visiva e sonora forte, che traduce l’universo post-apocalittico o fantastico del gioco.
Nel 2026, le franchigie videoludiche all’origine di questi successi aprono la strada a tutta un’ondata di adattamenti seriali. Qual è il futuro di queste trasposizioni? Quali universi dovrebbero presto invadere i nostri schermi? Analizzeremo cosa ci si può aspettare dalle serie del 2026, con un focus sulle licenze promettenti un grande futuro sulle piattaforme di streaming.
- 1 L’importanza del world-building nel successo degli adattamenti di franchigie videoludiche
- 2 Personaggi iconici e umani: la sfida della profondità emozionale nell’adattamento seriale
- 3 Le missioni secondarie, motore di episodi autonomi all’interno delle serie 2026
- 4 Formati e tonalità nette, asse di evoluzione principale delle serie basate sui videogiochi
- 5 Le franchigie videoludiche confermate e quelle da tenere assolutamente d’occhio per le serie 2026
L’importanza del world-building nel successo degli adattamenti di franchigie videoludiche
Gli adattamenti di videogiochi come The Last of Us e Fallout non si limitano a trascrivere semplicemente la storia principale del gioco, ma immergono lo spettatore in un universo completo, coerente e credibile. Questo universo post-apocalittico o distopico svolge un ruolo primario, fungendo da base per la narrazione interattiva resa fluida attraverso diversi episodi.
Questo world-building apporta diversi vantaggi indiscutibili:
- Una ricchezza contestuale che invita all’esplorazione: in Fallout, per esempio, i dettagli del mondo devastato e le fazioni nemiche costituiscono veri e propri giacimenti di racconti secondari che alimentano la trama.
- Un quadro che sostiene una narrazione multipla: The Last of Us sfrutta i suoi scenari per far evolvere diversi personaggi e sottotrame, creando così una narrazione più ampia di un semplice scontro tra eroi e antagonisti.
- Un’immersione rafforzata per gli spettatori: quando un universo è completo, ogni elemento visivo o sonoro evoca più di un semplice scenario, racconta una storia invisibile, rivelando regole e alleanze proprie del mondo di finzione.
Questa ricchezza narrativa inedita nella televisione classica mostra perché molti studi ora attingono largamente ai cataloghi videoludici. La capacità di creare episodi autonomi all’interno di uno stesso mondo, basati su missioni secondarie o storie di personaggi, rende questi adattamenti perfettamente adatti all’era dello streaming, dove ogni episodio deve portare la propria forza.
I giocatori conoscono bene questo universo, ma ora si tratta di portarlo fuori dal mondo gaming, attirando un pubblico più vasto. È su questa base solida che poggiano già le franchigie videoludiche che faranno parlare di sé nel 2026. Titoli come God of War, previsto per l’inizio del 2026, sfruttano anch’essi questa architettura complessa per raccontare un’epopea che unisce mitologia e drammi umani.

Personaggi iconici e umani: la sfida della profondità emozionale nell’adattamento seriale
Un adattamento riuscito non si limita a trasporre scene o a riprodurre scrupolosamente la trama di un videogioco. La forza delle serie ispirate a queste franchigie si basa sull’approfondimento di personaggi ben noti, sviluppandone le zone d’ombra e la complessità psicologica.
Per esempio, The Last of Us ha saputo commuovere il pubblico mettendo in primo piano le fragilità di Ellie e Joel, ben lontani da un semplice duo d’azione. Qui si scopre un’umanità palpabile, con dubbi, conflitti e un’evoluzione sostenuta dalla narrazione interattiva del media originale.
Lo stesso trattamento si osserva in futuri adattamenti previsti nel 2026, come Splinter Cell: Deathwatch stagione 2, dove lo spionaggio diventa uno sfondo perfetto per esplorare la tensione permanente e il peso delle decisioni dell’eroe Sam Fisher. La sua silhouette riconoscibile, le sue competenze nette, sono ora arricchite da momenti introspettivi, esitazioni e sacrifici, facendo cadere la figura dell’icona per rivelare un essere umano complesso.
Ecco alcuni assi chiave per sviluppare i personaggi in questi adattamenti:
- L’evoluzione psicologica: adattare la progressione dei personaggi attraverso più stagioni, per mostrare la loro trasformazione di fronte alle prove.
- L’intimità dei protagonisti: offrire scene più calme, dove il silenzio o un’esitazione traducono più che i dialoghi.
- Le relazioni secondarie: esplorate come nelle missioni secondarie, portano nuova profondità all’universo.
- Un equilibrio tra azioni ed emozioni: l’intensità drammatica è rafforzata da una regia che gioca sulle sfumature umane anziché sulla sola azione pura.
Questo approccio arricchisce non solo la fedeltà alla licenza videoludica, ma attira anche un pubblico che desidera un racconto maturo e sfumato, assicurando insieme il rispetto dei fan e una presa in mano accessibile ai novizi del videogioco.
Le missioni secondarie, motore di episodi autonomi all’interno delle serie 2026
Una peculiarità notevole degli adattamenti riusciti si basa sulla capacità di trasformare le missioni secondarie dei videogiochi in veri e propri episodi autonomi che respirano. Invece di concatenare missioni lineari, la narrazione televisiva approfitta di queste pause narrative per approfondire personaggi o elementi del mondo.
Nella franchigia Tomb Raider, per esempio, gli archi legati al periodo Survivor permettono di sviluppare storie parallele ricche, senza rompere l’andamento del filo conduttore. Questo approccio insiste sul fatto che ogni episodio può funzionare come una mini-storia completa, aggiungendo spessore all’insieme.
Questi episodi autonomi offrono diversi vantaggi:
- Approfondimento dei personaggi secondari: dando voce a figure meno centrali, la serie diversifica i suoi punti di vista.
- Esplorazione del mondo: luoghi o fazioni vengono messi in luce, ampliando la percezione globale dell’universo post-apocalittico o fantastico.
- Ritmo variato: alternanza tra azione intensa ed episodi contemplativi, evitando la noia.
Prendendo esempio dalla stagione 2 di Fallout, che promette sequenze che esplorano New Vegas, si percepisce che questo approccio narrativo alimenta il successo, trasformando una semplice serie in un’esperienza immersiva che funziona tanto sul divano quanto per gli amanti della narrazione interattiva.
Ecco una lista che permette di identificare i punti di forza degli episodi autonomi derivati dalle missioni secondarie:
| Vantaggio | Descrizione | Esempio preciso |
|---|---|---|
| Profondità narrativa | Permette di esplorare dettagli sconosciuti del grande arco principale | Esplorazione delle fazioni in Fallout stagione 2 |
| Diversità delle prospettive | Dà voce a personaggi secondari | Episodi dedicati a Lara Croft in Tomb Raider |
| Andamento ritmico | Alterna episodi calmi e sequenze d’azione | Pausa narrativa in The Last of Us stagione 1 |
Formati e tonalità nette, asse di evoluzione principale delle serie basate sui videogiochi
Con la crescita di produzioni come Arcane o Cyberpunk: Edgerunners, diventa evidente che l’animazione non è più un piano di riserva ma una vera via espressiva per le franchigie videoludiche. La serie animata permette di adottare stili più radicali, adatti agli universi spesso adulti e complessi dei videogiochi.
Alcuni adattamenti scelgono inoltre una tonalità molto marcata, sia che si tratti di una tensione palpabile nelle serie di spionaggio come Splinter Cell: Deathwatch, o di un’atmosfera più leggera e di largo consumo come promette Clash of Clans in animazione su Netflix.
Ecco i punti chiave per il 2026 in termini di formato e tonalità:
- Assumere un ritmo volontario: limare il superfluo per concentrare l’intensità drammatica o la fluidità dell’azione.
- Scegliere scelte chiare: o più contemplativo e immersivo, o spettacolare e ritmato.
- Servire i fan senza appesantire: gli omaggi devono restare bonus, non un peso narrativo.
- Adattare i formati secondo la piattaforma: Netflix privilegia spesso formati più lunghi, mentre Prime Video punta su episodi più dinamici e brevi.
Il 2026 potrebbe segnare una svolta nel modo in cui queste serie si differenziano tra animazione e live-action, ma anche nella varietà di approcci narrativi proposti ai pubblici. Il potenziale è enorme e la ricchezza degli universi videoludici assicura un serbatoio di racconti dinamici.
Le franchigie videoludiche confermate e quelle da tenere assolutamente d’occhio per le serie 2026
Nel calendario 2026, diversi progetti sono già confermati o forti della loro base solida. Si possono citare in particolare:
- Fallout stagione 2, la cui uscita è prevista per la fine dell’anno. Promette soprattutto uno sviluppo attorno alla città di New Vegas, offrendo un’estensione dell’universo post-apocalittico molto attesa dai fan.
- Splinter Cell: Deathwatch stagione 2, attesa con impazienza su una piattaforma ancora sconosciuta, metterà in primo piano il suo eroe leggendario in un contesto di spionaggio chiaro e teso, favorevole a un thriller avvincente.
- God of War arriva anche sui nostri schermi, con grande attesa per un adattamento che unisce epopea mitologica e drammi umani, anche se alcuni dettagli di distribuzione restano da specificare.
- Assassin’s Creed in live-action, sostenuto dall’accordo con Ubisoft e atteso su Netflix, beneficia del terreno ideale per sviluppare intrighi incrociati in un universo storico e fantastico complesso.
- Clash of Clans in animazione, invece, deve portare un tono più leggero e accessibile, rivolgendosi a un pubblico più ampio e familiare.
Bisognerà anche tenere d’occhio progetti più discreti ma promettenti:
- Gears of War e Minecraft che avanzano in animazione su Netflix, proponendo universi abbastanza riconoscibili da interessare un ampio pubblico.
- Tomb Raider in live-action, portato da Amazon e Phoebe Waller-Bridge, anche se il suo sviluppo rimane incerto.
- Licenze in sospeso come Beyond Good and Evil o Far Cry in animazione, così come progetti Pokémon live-action, appartengono a questa categoria di avventure narrative che potrebbero sorprendere.
Ecco una tabella sintetica di queste franchigie chiave:
| Franchigia | Tipo di adattamento | Piattaforma | Particolarità |
|---|---|---|---|
| Fallout stagione 2 | Live-action | Prime Video | Esplorazione post-apocalittica, New Vegas |
| Splinter Cell: Deathwatch stagione 2 | Animazione adulta | Indeterminata | Spionaggio, tensione e azione |
| God of War | Live-action | Non specificata | Epopea mitologica |
| Assassin’s Creed | Live-action | Netflix | Intrighi incrociati storici |
| Clash of Clans | Animazione | Netflix | Tono leggero e umorismo |
Per approfondire la scoperta di questi nuovi orizzonti, potete consultare la lista delle franchigie e licenze attese per il 2026 su Gamers Land, così come un panorama delle console imprescindibili per godere al meglio di questi universi nella loro forma originaria su Gamers Land anch’esso.